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DOI 10.1711/2366.25438 Scarica il PDF (49,4 kb)
Rich&Piggle 2016;24(3):297-300



Un’attrazione per i piccolissimi:
le avventure di Peppa Pig
silvia cimino



La serie animata televisiva di “Peppa Pig”, un cartone di origine inglese che ha conquistato anche i bambini italiani, narra le storie di una famiglia di maialini antropomorfi composta da due genitori, mamma Pig e papà Pig e i loro due bambini, Peppa di cinque anni e George di due. Personaggi importanti sono i nonni, molto presenti nella vita dei nipotini. Gli episodi, della durata di circa quindici minuti l’uno, raccontano la vita quotidiana di questa famiglia, come le uscite al parco giochi, la spesa al supermercato, le visite dal dottore, le vacanze in campagna o al mare. Tutte le vicende presentano una trama estremamente semplice: inizia la giornata, si svolge una certa attività e si ritorna a casa a dormire. Il cartone inizia con il sole che sorge, successivamente si dipanano gli eventi della giornata e alla fine arriva la notte con le comparsa della luna e delle stelle nel cielo. È quindi una storia che si sviluppa nel tempo e mostra la vita di questa famiglia nelle giornate che attraversano le varie stagioni dell’anno: in autunno si gioca con le foglie e con il vento, in inverno si costruiscono pupazzi di neve, in primavera si va al parco giochi e si fa volare l’aquilone, in estate si va al mare.
Oltre ai maialini, protagonisti della serie, ci sono altre famiglie di animali (cani, pecore, gatti) composte da genitori, figli e nonni, che interagiscono con Peppa, George e i suoi genitori. I luoghi che creano lo sfondo alle vicende dei personaggi sono pochi e chiaramente identificabili, come la scuola, la casa, lo studio medico. Ci sono, quindi, i piccoli (i bambini), i grandi (i genitori) ed anche la generazione dei nonni. La grafica di questo cartone favorisce la comprensione delle differenze di genere e di generazioni in quanto caratterizzate da specifici particolari come l’altezza e i tratti del viso: ad esempio, i personaggi adulti sono vistosamente più grandi dei piccoli, le femmine adulte diversamente dai maschi raffigurati con la barba, hanno gli occhi con lunghe ciglia, i nonni hanno particolari del volto colorati di bianco e la pelle del viso più cadente rispetto ai genitori.
Gli adulti (genitori e nonni) svolgono un mestiere chiaramente riconoscibile, come il meccanico, il marinaio, il veterinario; tutte le vicende sono accompagnate da semplici canzoni, facili da imparare e da ricordare, ripetute diverse volte, che descrivono con chiarezza la storia narrata.
I bambini, anche molto piccoli, restano incantati da questo cartone, proprio perché racconta gli eventi della realtà concreta in un modo estremamente comprensibile. Le storielle aiutano la cognizione del tempo, nella sequenza delle stagioni dell’anno, scandendo i diversi momenti della giornata: i personaggi utilizzano spesso i termini “ieri” e “domani” e questo aspetto favorisce una prima comprensione del procedere del tempo e rassicura il piccolo spettatore sulla continuità delle situazioni: infatti, se la famiglia si trova in vacanza in un episodio del cartone animato, lo sarà anche in quello successivo fino a quando non compare il ritorno a casa; favorisce anche lo stabilirsi delle coordinate spaziali, agevolando i bambini a capire dove si trovano i luoghi dal momento che i protagonisti della serie percorrono sempre la medesima strada per recarsi al supermercato, oppure a scuola o nello studio medico.
La grafica utilizza forme e colori ben differenziati che facilitano l’individuazione dei personaggi e dei luoghi, che si ripetono in ogni puntata della serie. Questo aspetto di prevedibilità, che si evidenzia anche dal consueto ritorno a casa alla fine dell’episodio, fornisce alla mente del bambino la rassicurazione che nasce proprio dalla costanza della situazione presentata. Infatti, ogni luogo è sempre rappresentato identico, con i medesimi colori e con gli stessi personaggi al suo interno. Non accadono imprevisti e di fronte a qualche difficoltà, come la fine della benzina nella macchina della famiglia Pig, ci sono sempre persone amichevoli pronte ad aiutarli.
Anche gli aspetti emotivi sono espressi con chiarezza e senza confusioni. I personaggi vivono una sola emozione alla volta, come la felicità nel giorno del compleanno o la gelosia quando la migliore amica di Peppa gioca con qualcun altro. I conflitti sono ridotti al minimo e l’emozione della rabbia è espressa raramente e con toni poco accesi: la mamma e il papà non litigano mai, lavorano, si occupano dei bambini, sono sempre disponibili ed esprimono prevalentemente emozioni positive; le figure dei nonni, stereotipate nel ruolo di personaggi saggi, sono lontani da ogni forma di conflitto ed è assente ogni espressione di rivalità tra fratelli. In generale, anche tra i vari personaggi, sia adulti che bambini, è ridotta al minimo ogni espressione di ostilità e prevale la cooperazione e la collaborazione. Anche le situazioni che potrebbero mostrare un evidente conflitto, come la partenza del papà di Danny Cane, un amico di Peppa Pig, che sceglie di fare il marinaio piuttosto che restare con la famiglia, viene festeggiata da tutti coprendo qualsiasi accenno ad emozioni spiacevoli, dal momento che, indipendentemente dalla trama, tutti gli episodi finiscono con i personaggi che si sdraiano ridendo, comunicando che tutto finisce sempre bene e che la gioia e la felicità sono le emozioni che tutti provano, sia adulti sia bambini, per la maggior parte del tempo.
Il cartone di “Peppa Pig” racconta di un mondo così semplice che può essere compreso già da un bambino di due anni. E questo rappresenta un’importante novità: infatti “Peppa Pig” è una tra le prime serie di cartoni televisivi che si rivolgono a bambini molto piccoli, nei primi tre anni di vita, cercando di usare un linguaggio comprensibile anche per questa particolare tipologia di pubblico. Credo che abbia così tanto successo tra i piccoli spettatori proprio perché offre la visione di una realtà chiara che rassicura i bambini e permette loro di immedesimarsi con i personaggi. Infatti, le situazioni concrete che vivono Peppa e il suo fratellino George aiutano i bambini ad immaginarsi, ad esempio, cosa potrebbe accadergli durante una visita medica. Inoltre, lasciare sullo sfondo le emozioni più sgradevoli, come la rabbia, favorisce l’identificazione del bambino con i personaggi che esprimono prevalentemente emozioni positive e piacevoli. Nonostante il mondo interno dei bambini sia estremamente complesso, la possibilità di vedere una storia animata dove le emozioni possono essere nominate e comprese chiaramente, permette ai piccoli spettatori di dare un nome a sensazioni interne che, specialmente nei primi tre anni di vita, possono essere percepite come poco comprensibili. Ad esempio, quando George corre rumorosamente, la mamma gli dice che si sente felice, dando un significato all’agitazione motoria che il piccolo George non sa ancora capire da solo.
Anche i genitori, come i bambini, apprezzano molto questo cartone: trovano i suoi contenuti rassicuranti perché mostrano al bambino aspetti positivi della vita reale e buone relazioni tra le persone. Inoltre, i genitori si sentono liberi di lasciare i loro figli davanti allo schermo, perché ritengono questo cartone educativo e pensano che la loro presenza non sia necessaria. Questa considerazione non permette, però, il costituirsi di quella fondamentale funzione genitoriale di filtro tra i bambini e lo schermo. Infatti, il pensiero dei genitori che Peppa Pig sia un buon prodotto televisivo che non necessita della presenza degli adulti, non favorisce la comunicazione con il bambino durante la visione del cartone animato e limita lo spazio che potrebbe essere utilizzato per offrire spiegazioni sulle storie narrate e per rispondere alle domande dei piccoli.
Parlando con i bambini, però, questo cartone, già verso i quattro anni, comincia ad essere meno interessante e appare noioso e ripetitivo. Crescendo i bambini sono sempre più interessati a capire la complessità dei rapporti tra le persone e tutta la gamma delle emozioni che è possibile sperimentare, positive e negative, anche contemporaneamente: ad esempio, con gli amici si possono vivere emozioni come affetto, ma anche rivalità e sentimenti di paura e abbandono, con i genitori e gli adulti significativi si vivono profondi momenti di comprensione, ma anche divieti e esclusioni. Infatti, per i bambini più grandi diventa interessante la serie animata “Due Fantagenitori”2 in cui emergono chiaramente le emozioni dei bambini e dei genitori e i conflitti tra loro che tentano di essere risolti con la magia. Questo cartone interessa i bambini più grandi che sono meno turbati dei piccoli dalla complessità del loro mondo emotivo e sono interessati a comprenderne le sfumature, mantenendosi però ancora all’interno di un’area di pensiero onnipotente: di fronte alle emozioni negative, all’odio e alla rabbia troppo intensi nei confronti dei limiti imposti dai genitori, si può ricorrere alla magia per rifugiarsi in un mondo ideale e perfetto. Ma i Fantagenitori che appaiono nei momenti di difficoltà e che dovrebbero essere un sostituto infallibile di quelli reali, nel cartone animato sono anche pieni di stranezze e di idiosincrasie: queste loro caratteristiche permettono ai piccoli spettatori un avvicinamento tra realtà e fantasia e favoriscono una maggiore comprensione dei limiti personali e dei propri genitori.
In conclusione, le storie di “Peppa Pig” sono in linea con le spinte evolutive infantili e rappresentano uno strumento che i bambini piccoli possono usare per iniziare a comprendere la realtà, presentando aspetti di una realtà stabile e prevedibile che favorisce lo sviluppo delle prime coordinate spazio-temporali così necessarie per la costruzione di un buon funzionamento mentale. Inoltre promuovono la possibilità di contenere nella mente le prime e fondamentali differenziazioni come “maschio-femmina” e “grande-piccolo” su cui si basa la possibilità di essere se stessi nel mondo e di incontrare un altro differente da sé con il quale stabilire un legame, iniziando a costruire la strada verso l’individuazione psichica che pone le sue basi proprio sulle prime differenziazioni di genere e di generazioni, che appaiono così evidenti nella serie animata di questo grazioso cartone animato.



Silvia Cimino
Psicoterapeuta, Membro Ordinario AIPPI,
Ricercatrice in Psicologia Clinica,
Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica
Facoltà di Medicina e Psicologia,
Sapienza Università di Roma
Roma

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E-mail: silvia.cimino@uniroma1.it


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